L’area vulcanica etnea

areavulcanica

L’“area vulcanica etnea”, termine maggiormente usato dai geologi, è un complesso mondo vulcanico e non un singolo apparato e si trova al centro di due catene montuose separate dalla valle del fiume Alcantara, a nord e da quella del fiume Simeto, a sud.

L’area interessata da prodotti vulcanici, si estende per 47 Km da Nord a Sud e 38 Km da Est ad Ovest, ricoprendo una superficie di circa 1200 Km2 e raggiungendo un perimetro di circa 135 Km. L’area si trova ad una latitudine di 37 ° e 45’ Nord ed al centro passa il meridiano 15° E di Greenwich. Nel 1981 ha raggiunto un’altitudine di 3350 m mentre, oggi si aggira intorno ai 3330 m, anche se molto variabile in funzione dell’attività vulcanica del periodo considerato. Attorno all’area centrale, maggiormente attiva, affiorano più di 250 coni, detti “avventizi” o “effimeri”, poichè conclusa la fase attiva si sono spenti definitivamente. La maggior parte di questi vulcani parassiti si concentra lungo grandi fessure eruttive, dalle quali nei millenni è risalito il magma, trovando strutture fragili all’interno dell’apparato vulcanico. Tali fessure, chiamate, in gergo più strettamente strutturale, anche zone di rift, si allineano secondo la direzione Nord-est Sud-ovest.

Altri importanti elementi morfologici, che riguardano l’area vulcanica etnea, sono le strutture calderiche, cioè grandi depressioni morfologiche; la più grande prende il nome di Valle del Bove, proprio perché prima di essere completamente riempita da prodotti di scorrimento lavico e piroclastici, veniva utilizzata, dalla gente locale, per portare al pascolo i bovini. La valle del Bove si estende per 7 Km da ovest ad est e per 5 Km da Nord a Sud, con fianchi laterali che raggiungono a tratti i 1000 m di dislivello.

L’altra struttura calderica, detta “Ellittico”, si trova a 2900 m di quota, ha dimensioni 4×3 Km e si allunga in direzione Nord-Sud. Oggi è appiattita e completamente colma dei prodotti relativi al cratere centrale e rappresenta la base da cui si erge tutta la parte sommitale, per un’altezza compresa tra 300 e 400 m. Quest’ultima è composta da quattro grandi aperture: la più vecchia è la “Voragine”; in seguito, nel 1911, nacque il Cratere di Nord-est, dallo sprofondamento del fianco relativo al cono centrale; 57 anni dopo, nel 1968, nella porzione ovest, si formò la “Bocca Nuova”; infine, per ultimo, nel 1971, nacque il “Cratere di Sud-Est”, tuttora in evoluzione. Solamente questi quattro crateri, di tutti quelli presenti nell’area vulcanica, sono permanentemente attivi e tramite fumarole, emissioni di colate laviche, fontane di lava ed esplosioni freatiche ci danno l’opportunità di ascoltare e di avere un rapporto più intimo con il nostro pianeta terra.

Autore

mm
Paride Stella
Sono paride, ho sempre amato la natura, fin da bambino. Sono un geologo, sono un pilota e sono un escursionista. Se vuoi non soltanto scoprire ma innamorarti di questi luoghi, seguimi!

Commenti

Lascia un commento

Solve : *
26 − 23 =